He is Psychometric

Ho pensato molto a quale potesse essere il primo articolo per il blog ed essendo ancora immacolato, ci sono un’infinità di cose con cui poter cominciare… Avete presente quando vedete in un negozio qualcosa che vi cattura immediatamente e vi dite: ” Vabbè faccio ancora un giro e poi decido”, ma in realtà avete già deciso che comprerete la prima cose che vi ha folgorato?. Ecco questo è quello che è successo mentre stilavo la lista di possibili argomenti, ho letto e riletto, fatto valutazioni, aggiunto e eliminato, ma alla fine la mente tornava sempre lì a quel primo punto, a quello che in quest’ ultimo periodo mi ha ossessionata.

Quindi il primo articolo sarà una recensione e l’argomento è il Kdrama che più ho amato negli ultimi due mesi.

HE IS PSICHOMETRIC.

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La prima cosa che vi dico è che inizialmente avevo un sacco di dubbi su questo drama.

Uscivo a pezzi dalla visione di “Uncontrollably Fond” (ve lo giuro mi ha uccisa. Forse è il drama più straziante che abbia mai visto) e avevo paura di guardare qualunque cosa… Ora , immagino che anche voi proviate del disagio nel dover scegliere quale drama cominciare vista la vastissima offerta (non ne usciremo mai, lo sapete vero?) e questo già in condizioni normali, immaginiamoci quando hai passato le ore precedenti a raccogliere pezzi di cuore sparsi ovunque!

La seconda questione che mi lasciava dubbiosa era il tema del drama, perché quando toccano argomenti come i poteri sovrannaturali, ho sempre l’ansia di come vengano sviluppati, il rischio che diventi una banale parodia è dietro l’angolo.

Ma sapete cosa vi dico? Erano tutte paranoie inutili, perché questo drama è STUPENDO e lo dico senza paura di essere smentita!

Innanzitutto devo dire che le serie tv coreane, con il tempo stanno perfezionandosi sempre più. Questo grazie anche alla maggior popolarità e quindi al maggior investimento economico nei progetti. Si sta lavorando molto nell’interazione tra i protagonisti e nello sviluppo dei personaggi, che permette di superare molti Cliché di cui anni fa i Kdrama erano colmi. Sia ben chiaro io non sto rinnegando nulla, li ho amati in passato e continuo ad amarli follemente, ma devo dire che ultimamente mi colpisce in maniera assolutamente positiva la crescita di qualità!

Iniziamo ad inoltrarci in He is psychometric con alcune informazioni di base.

È un drama della tvN, il titolo originale è 사이코메트리 그녀석

Sono in totale 16 episodi e il cast è composta da:

Park Jin young (Sì esatto Ahgase in ascolto, quel Jinyoung! Devo ammettere ero curiosissima di vedere come avrebbe gestito il ruolo da protagonista)

Shin Ye eun (giovane attrice sempre della famiglia JYP, che ho amato e spero di rivedere presto)

Kim Kwon

Kim Da som

Bene, ora cercherò di raccontarvi la trama dicendovi lo stretto necessario, questo perché sono 16 episodi talmente ricchi che voglio li viviate appieno!

Lee Ahn è un giovane ribelle di vent’ anni che ha il dono, oltre che a cacciarsi sempre nei guai, della psicometricità, con la quale riesce a leggere la vita e le emozioni delle persone solamente toccando loro o un oggetto da loro maneggiato. Questa abilità, Lee Ahn, l’ha sviluppata da bambino in seguito ad un brutto incendio nel quale ha perso entrambi i genitori. A quell’incidente è sopravvissuto anche Kang Sung Mo , un giovane un po’ più grande che decide, dopo avergli salvato la vita, di prendersi cura di lui.

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Lee Ahn crescendo con questo dono/condanna (perché non poter evitare di essere coinvolto nella vita delle persone può diventare spiacevole) decide di impiegarlo per aiutare Kang Sung Mo, che nel frattempo è diventato procuratore, e la sua collega e amica investigatrice Eun Ji soo a catturare quanti più malviventi possibile, ma vedrete che non sarà facile per lui, perché nel campo della criminologia forense il suo dono non sempre funziona al meglio (e questo devo dire che mi ha divertita parecchio, perché in molto momenti alleggerisce la storia creando situazioni piacevolmente ironiche e spalmando la giusta quantità di umorismo per l’intera serie).

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Lungo il suo cammino si imbatterà in Yoo Jae In, una giovane che ha trascorre la sua vita a scappare dai pregiudizi e dagli insulti dovuti alla difficile posizione dell’essere considerata figlia di un assassino.

Le loro vite sono intrinsecamente legate e li unirà in un unico obiettivo: trovare la verità!

Non aggiungo altro alla trama perché il rischio spoiler è altissimo e vi rovinerei tutto.

Ho amato moltissime cose in questo drama. Per prima la spontaneità dei personaggi e della loro evoluzione lungo l’intero arco narrativo. Tutto scorre in maniera molto naturale, la storia segue il suo corso anche quando accade qualcosa che ti destabilizza e ti dici:”ma no tranquilla ora si sistema tutto, è un drama ora tutti torna magicamente alla normalità”… Ecco, no! La storia va dove deve andare, senza se e senza ma, non c’è buonismo (o almeno non intenzionalmente) e questo mi è piaciuto molto!

Avrete attacchi di cuore più volte, vi avviso. Ci sono molto twist, che però non distraggono né confondono anzi aiutano a mettere insieme i pezzi chiarificando le vite intricate dei personaggi.

Il mistero è sempre ben alimentato e non c’è mai un calo di interesse nei fatti.

La love story ovviamente c’è, ma anche questo è un punto forte di questo drama perché c’è, ma non è centrale è inserita nei punti giusti per dare la giusta dose di emozione che questo genere di serie tv richiede.

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Non è centrale perché si parla, sì, di sentimenti, ma ad un più ampio spettro. Quello che è al centro non è la relazione ma LE RELAZIONI e la loro complessità. Come gli esseri umani reagiscono messi in determinate situazioni e magari costretti a prendere delle decisioni che coinvolgono gli altri attorno.

È tutto molto intenso e ogni situazione, ogni emozione (davvero ogni sorta di emozione) la si vive in prima persona attraverso i tocco di Lee Ahn.

Credo che la struttura della storia sia piuttosto solida e questo ha fatto si che si potessero aggiungere fatti e imprevisti senza che tutto crollasse come un castello di carta.

La chimica tra gli attori si percepisce chiaramente e rende tutto ancora più naturale, c’è una grande sinergia!

Non ho fatto la minima fatica ad entrare nella storia, anzi non ne volevo più uscire, tanto che una volta finito mi sono sentita orfana… RIDATEMELI TUTTIIIIII! (ehm..ok scusate… un momento di debolezza, mi ricompongo!)

Questa è una bella storia, in cui si rivelano i vari aspetti dell’essere umano e delle sue più profonde ambiguità.

Altra vittoria a mani basse è la colonna sonora perfetta che io ancora oggi non riesco a smettere di ascoltare! Vi prego andate ad ascoltarla, anche voi, TUTTA e in particolare modo “Take” dei Jus2 (e qui richiamo nuovamente l’attenzione delle Ahgase) che è un tuffo favoloso nelle sonorità anni’80!

Spero di avervi incuriosito e di essere riuscita a trasmettere tutto l’amore che ho provato per questi 16 “pochissimi” episodi!

Buona visione a tutti voi che dovete ancora vederlo… Vi invidio molto, vorrei poterlo rivivere anche io per la prima volta!

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